Henna
Adesso basta sangue ma non vedi
Non stiamo nemmeno più in piedi...un po' di pietà
Invece tu invece fumi con grande tranquillità
Così sta a me che debbo parlare fidarmi di te
Domani domani domani chi lo sa domani sarà
Oh oh chi non lo so quale Dio ci sarà io parlo e parlo solo per me
Va bene io credo nell'amore l'amore che si muove dal cuore
Che ti esce dalle mani che cammina sotto i tuoi piedi
L'amore misterioso anche dei cani e degli altri fratelli
Animali delle piante che sembra che ti sorridono anche quando ti chini per portarle via
L'amore silenzioso dei pesci che ci aspettano nel mare
L'amore di chi ci ama e non ci vuol lasciare
Ok ok lo so che capisci ma sono io che non capisco cosa dici
Troppo sangue qua e là sotto i cieli di lucide stelle
Nei silenzi dell'immensità
ma chissà se cambierà oh non so se in questo futuro nero buio
Forse c'è qualcosa che ci cambierà
Io credo che il dolore è il dolore che ci cambierà
Oh ma oh il dolore che ci cambierà
E dopo chi lo sa se ancora ci vedremo e dentro quale città
Brutta fredda buia stretta o brutta come questa sotto un cielo senza pietà
Ma io ti cercherò anche da così lontano ti telefonerò
In una sera buia sporca fredda
Brutta come questa
Forse ti chiamerò perché vedi
Io credo che l'amore è l'amore che ci salverà
Vedi io credo che l'amore è l'amore che ci salverà
Lucio Dalla
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giovedì 1 marzo 2012
mercoledì 15 febbraio 2012
La Ferocia Dell'Essere
L'inquietudine è sempre stata parte di me. Come animale senza via d'uscita io nella mia vita combatto sempre.
Avrà mai pace il mio cuore?
La Guerra Interiore
graphic by burncomics
Posa la tua gota un istante su questa guancia ebbra.
Fammi dimenticare la guerra e la ferocia in me.
Ho in mano queste monete d'argento:
dammi il tuo vino di luce dorata.
Tu hai schiuso le sette porte del ciel,
ora posa la tua mano unifica sul mio cuore serrato.
Tutto ciò che ho da offrire è questa illusione: me stesso.
Dagli un soprannome, ché almeno questo sia reale.
Solo tu puoi rinsaldare ciò che tu hai spezzato:
aiuta il mio cuore spezzato.
Non chiedo dolci di pistacchio,
ma il tuo amore eterno.
Cinquanta volte ho detto:
"cuore, lascia la caccia e salta in questa rete".
Rumi
Avrà mai pace il mio cuore?
La Guerra Interiore
graphic by burncomics
Posa la tua gota un istante su questa guancia ebbra.
Fammi dimenticare la guerra e la ferocia in me.
Ho in mano queste monete d'argento:
dammi il tuo vino di luce dorata.
Tu hai schiuso le sette porte del ciel,
ora posa la tua mano unifica sul mio cuore serrato.
Tutto ciò che ho da offrire è questa illusione: me stesso.
Dagli un soprannome, ché almeno questo sia reale.
Solo tu puoi rinsaldare ciò che tu hai spezzato:
aiuta il mio cuore spezzato.
Non chiedo dolci di pistacchio,
ma il tuo amore eterno.
Cinquanta volte ho detto:
"cuore, lascia la caccia e salta in questa rete".
Rumi
martedì 20 dicembre 2011
E Non Posso Cambiare
Io Di Più Non Posso Darti

photo by Marina-B
Io di più non posso darti.
Non sono che quello che sono.
Ah, come vorrei essere
sabbia, sole, in estate!
Che tu ti distendessi
riposata a riposare.
Che andando via tu mi lasciassi
il tuo corpo, impronta tenera,
tiepida, indimenticabile.
E che con te se ne andasse
sopra di te, il mio bacio lento:
colore,
dalla nuca al tallone,
bruno.
Ah, come vorrei essere
vetro, tessuto, legno,
che conserva il suo colore
qui, il suo profumo qui,
ed è nato tremila chilometri lontano!
Essere
La materia che ti piace,
che tocchi tutti i giorni,
che vedi ormai senza guardare
intorno a te, le cose
- collana, profumi, seta antica -
di cui se senti la mancanza
domandi: Ah, ma dov'è?.
Ah, come vorrei essere
un'allegria fra tutte,
una sola,
l'allegria della tua allegria!
Un amore, un solo amore:
l'amore di cui tu ti innamorassi.
Ma
non sono che quello che sono.
Pedro Salinas

photo by Marina-B
Io di più non posso darti.
Non sono che quello che sono.
Ah, come vorrei essere
sabbia, sole, in estate!
Che tu ti distendessi
riposata a riposare.
Che andando via tu mi lasciassi
il tuo corpo, impronta tenera,
tiepida, indimenticabile.
E che con te se ne andasse
sopra di te, il mio bacio lento:
colore,
dalla nuca al tallone,
bruno.
Ah, come vorrei essere
vetro, tessuto, legno,
che conserva il suo colore
qui, il suo profumo qui,
ed è nato tremila chilometri lontano!
Essere
La materia che ti piace,
che tocchi tutti i giorni,
che vedi ormai senza guardare
intorno a te, le cose
- collana, profumi, seta antica -
di cui se senti la mancanza
domandi: Ah, ma dov'è?.
Ah, come vorrei essere
un'allegria fra tutte,
una sola,
l'allegria della tua allegria!
Un amore, un solo amore:
l'amore di cui tu ti innamorassi.
Ma
non sono che quello che sono.
Pedro Salinas
martedì 13 dicembre 2011
Invisibili E Indelebili
Due anime diverse s'incontrano.
Nel silenzio qualcosa muta, la diversità non è più paura, ma diventa un tacito bisogno di conoscersi.
Per più non essere soli.
graphic by Savousepate
In quel momento apparve la volpe.
“Buon giorno”, disse la volpe.
“Buon giorno”, rispose gentilmente il piccolo principe, voltandosi: ma non vide nessuno.
“Sono qui”, disse la voce, “sotto al melo….”
“Chi sei?” domandò il piccolo principe, ” sei molto carino…”
“Sono la volpe”, disse la volpe.
” Vieni a giocare con me”, disse la volpe, “non sono addomesticata”.
“Ah! scusa “, fece il piccolo principe.
Ma dopo un momento di riflessione soggiunse: [...]
“ Che cosa vuol dire addomesticare?”
” E’ una cosa da molto dimenticata. Vuol dire creare dei legami…”
” Creare dei legami?”
” Certo”, disse la volpe. ” Tu, fino ad ora per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma.se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno uno dell’altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo.”
” Comincio a capire”, disse il piccolo principe. ”
C’è un fiore…. Credo che mi abbia addomesticato…”
“E’ possibile”, disse la volpe “capita di tutto sulla terra…”
“Oh! Non è sulla terra”, disse il piccolo principe.
La volpe sembrò perplessa:
” Su un altro pianeta?”
” Sì”
” Ci sono dei cacciatori su questo pianeta?”
” No”
” Questo mi interessa! E delle galline?”
” No”
” Non c’è niente di perfetto”, sospirò la volpe.
Ma la volpe ritornò alla sua idea:
“La mia vita è monotona. Io do la caccia alle galline, e gli uomini danno la caccia a me .Tutte le galline si assomigliano, e tutti gli uomini si assomigliano. E io mi annoio per ciò.
Ma se tu mi addomestichi la mia vita, sarà come illuminata.
Conoscerò il rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri.
Gli altri passi mi faranno nascondere sotto terra. Il tuo, mi farà uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi, laggiù in fondo, dei campi di grano?
Io non mangio il pane e il grano, per me è inutile.
I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo è triste! Ma tu hai dei capelli color d’oro. Allora sarà meraviglioso quando mi avrai addomesticato. Il grano, che è dorato, mi farà pensare a te. E amerò il rumore del vento nel grano…” La volpe tacque e guardò a lungo il piccolo Principe: ” Per favore …..addomesticami”, disse. ” Volentieri”, rispose il piccolo principe, ” ma non ho molto tempo, però. Ho da scoprire degli amici e da conoscere molte cose”.
” Non si conoscono che le cose che si addomesticano”, disse la volpe.” gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici. Se tu vuoi un amico addomesticami!”
” Che bisogna fare?” domandò il piccolo principe.
” Bisogna essere molto pazienti”, rispose la volpe. ” In principio tu ti sederai un po’ lontano da me, così, nell’erba. Io ti guarderò con la coda dell’occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po’ più vicino….” Il piccolo principe ritornò l’indomani.
“Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora”, disse la volpe.
” Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi, alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell’ora aumenterà la mia felicità. Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore… Ci vogliono i riti“.
” Che cos’è un rito?” disse il piccolo principe.
” Anche questa è una cosa da tempo dimenticata”, disse la volpe. ” E’ quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un’ora dalle altre ore. C’è un rito, per esempio, presso i miei cacciatori. Il giovedì ballano con le ragazze del villaggio. Allora il giovedì è un giorno meraviglioso! Io mi spingo sino alla vigna. Se i cacciatori ballassero in un giorno qualsiasi i giorni si assomiglierebbero tutti, e non avrei mai vacanza”.
Così il piccolo principe addomesticò la volpe.
E quando l’ora della partenza fu vicina: “Ah!” disse la volpe, “…Piangerò”.
” La colpa è tua”, disse il piccolo principe, “Io, non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi…”
” E’ vero”, disse la volpe.
” Ma piangerai!” disse il piccolo principe.
” E’ certo”, disse la volpe.
” Ma allora che ci guadagni?”
” Ci guadagno”, disse la volpe, ” il colore del grano”.
[...]
“Addio”, disse.
“Addio”, disse la volpe.
“Ecco il mio segreto. E’ molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi”.
[...]
Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato.
Antoine De Saint Exupery
Nel silenzio qualcosa muta, la diversità non è più paura, ma diventa un tacito bisogno di conoscersi.
Per più non essere soli.
graphic by Savousepate
In quel momento apparve la volpe.
“Buon giorno”, disse la volpe.
“Buon giorno”, rispose gentilmente il piccolo principe, voltandosi: ma non vide nessuno.
“Sono qui”, disse la voce, “sotto al melo….”
“Chi sei?” domandò il piccolo principe, ” sei molto carino…”
“Sono la volpe”, disse la volpe.
” Vieni a giocare con me”, disse la volpe, “non sono addomesticata”.
“Ah! scusa “, fece il piccolo principe.
Ma dopo un momento di riflessione soggiunse: [...]
“ Che cosa vuol dire addomesticare?”
” E’ una cosa da molto dimenticata. Vuol dire creare dei legami…”
” Creare dei legami?”
” Certo”, disse la volpe. ” Tu, fino ad ora per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma.se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno uno dell’altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo.”
” Comincio a capire”, disse il piccolo principe. ”
C’è un fiore…. Credo che mi abbia addomesticato…”
“E’ possibile”, disse la volpe “capita di tutto sulla terra…”
“Oh! Non è sulla terra”, disse il piccolo principe.
La volpe sembrò perplessa:
” Su un altro pianeta?”
” Sì”
” Ci sono dei cacciatori su questo pianeta?”
” No”
” Questo mi interessa! E delle galline?”
” No”
” Non c’è niente di perfetto”, sospirò la volpe.
Ma la volpe ritornò alla sua idea:
“La mia vita è monotona. Io do la caccia alle galline, e gli uomini danno la caccia a me .Tutte le galline si assomigliano, e tutti gli uomini si assomigliano. E io mi annoio per ciò.
Ma se tu mi addomestichi la mia vita, sarà come illuminata.
Conoscerò il rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri.
Gli altri passi mi faranno nascondere sotto terra. Il tuo, mi farà uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi, laggiù in fondo, dei campi di grano?
Io non mangio il pane e il grano, per me è inutile.
I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo è triste! Ma tu hai dei capelli color d’oro. Allora sarà meraviglioso quando mi avrai addomesticato. Il grano, che è dorato, mi farà pensare a te. E amerò il rumore del vento nel grano…” La volpe tacque e guardò a lungo il piccolo Principe: ” Per favore …..addomesticami”, disse. ” Volentieri”, rispose il piccolo principe, ” ma non ho molto tempo, però. Ho da scoprire degli amici e da conoscere molte cose”.
” Non si conoscono che le cose che si addomesticano”, disse la volpe.” gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici. Se tu vuoi un amico addomesticami!”
” Che bisogna fare?” domandò il piccolo principe.
” Bisogna essere molto pazienti”, rispose la volpe. ” In principio tu ti sederai un po’ lontano da me, così, nell’erba. Io ti guarderò con la coda dell’occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po’ più vicino….” Il piccolo principe ritornò l’indomani.
“Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora”, disse la volpe.
” Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi, alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell’ora aumenterà la mia felicità. Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore… Ci vogliono i riti“.
” Che cos’è un rito?” disse il piccolo principe.
” Anche questa è una cosa da tempo dimenticata”, disse la volpe. ” E’ quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un’ora dalle altre ore. C’è un rito, per esempio, presso i miei cacciatori. Il giovedì ballano con le ragazze del villaggio. Allora il giovedì è un giorno meraviglioso! Io mi spingo sino alla vigna. Se i cacciatori ballassero in un giorno qualsiasi i giorni si assomiglierebbero tutti, e non avrei mai vacanza”.
Così il piccolo principe addomesticò la volpe.
E quando l’ora della partenza fu vicina: “Ah!” disse la volpe, “…Piangerò”.
” La colpa è tua”, disse il piccolo principe, “Io, non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi…”
” E’ vero”, disse la volpe.
” Ma piangerai!” disse il piccolo principe.
” E’ certo”, disse la volpe.
” Ma allora che ci guadagni?”
” Ci guadagno”, disse la volpe, ” il colore del grano”.
[...]
“Addio”, disse.
“Addio”, disse la volpe.
“Ecco il mio segreto. E’ molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi”.
[...]
Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato.
Antoine De Saint Exupery
lunedì 14 novembre 2011
Nel Vento, Fra I Gabbiani
Stamane mi sono recato vicino al mare.
Lì fra il vento e le onde i gabbiani volavano tracciando traiettorie perfette nel silenzio.
Ma a modo loro, comunicavano.
Potrebbe non essere il momento giusto
Lì fra il vento e le onde i gabbiani volavano tracciando traiettorie perfette nel silenzio.
Ma a modo loro, comunicavano.
Something About Us
Potrebbe non essere il momento giusto
Potrei non essere quello giusto
Ma c'è qualcosa di noi che voglio dire
Perchè c'è qualcosa tra noi comunque
Potrei non essere quello giusto
Potrebbe non essere il momento giusto
Ma c'è qualcosa di noi che devo fare
Qualche sorta di segreto che condividerei con te
Ho bisogno di te più di ogni cosa nella mia vita
Ti voglio più di ogni cosa nella mia vita
Mi mancherai più di qualunque altro nella mia vita
Ti amo più di qualunque altro nella mia vita
Daft punk
venerdì 14 ottobre 2011
Poesie Smarrite
Girovagando nel regno dei cassetti dimenticati si fanno sempre strani incontri o scoperte. Nel mio caso ho trovato questa mia vecchia poesia, un pò scontrosa e abbacchiata.
Racconta di noia e di perdute speranze, ma ci sarà un lieto fine poi?
Silente Giornata
photo by Abanna
pomeriggio di estate
il corpo si logora
nel caldo putrescente
perso fra il nulla e l'addio
aspetto la sera
lei discreta nasconderà la mia coscienza
cani ebbri di prigionia
abbaiano stanchi
tutto in me si perde
cellula impazzita
ruota dentata
sdentata, arrugginita
aspetto che tutto finisca
nel riverbero del nulla
offeso dal mondo e da me stesso.
oggi fa così silenzio
che fa male all'anima
la mia vita non è cambiata
dark0
Racconta di noia e di perdute speranze, ma ci sarà un lieto fine poi?
Silente Giornata
photo by Abanna
pomeriggio di estate
il corpo si logora
nel caldo putrescente
perso fra il nulla e l'addio
aspetto la sera
lei discreta nasconderà la mia coscienza
cani ebbri di prigionia
abbaiano stanchi
tutto in me si perde
cellula impazzita
ruota dentata
sdentata, arrugginita
aspetto che tutto finisca
nel riverbero del nulla
offeso dal mondo e da me stesso.
oggi fa così silenzio
che fa male all'anima
la mia vita non è cambiata
dark0
domenica 25 settembre 2011
Lasciamo Indietro I Sogni
Ci sono sogni che smettono di essere tali, si trasformano in illusioni che ci ancorano ad un passato che ormai non esiste più.
Io preferisco il dolore del presente, mi tiene sveglio e con gli occhi aperti, lui mi insegna tutto quello di cui ho bisogno per affrontare il mio domani.
Euridice
Morirò di paura
e venire là in fondo,
maledetto padrone
del tempo che fugge,
del buio e del freddo:
ma lei aveva vent'anni
e faceva l'amore,
e nei campi di maggio,
da quando è partita,
non cresce più un fiore ...
E canterò,
stasera canterò,
tutte le mie canzoni canterò,
con il cuore in gola canterò:
e canterò la storia delle sue mani
che erano passeri di mare,
e gli occhi come incanti d'onde
scivolanti ai bordi delle sere;
e canterò le madri che
accompagnano i figli
verso i loro sogni,
per non vederli più, la sera,
sulle vele nere dei ritorni;
e canterò finché avrò fiato,
finché avrò voce di dolcezza e rabbia
gli uomini, segni dimenticati,
gli uomini, lacrime nella pioggia,
aggrappati alla vita che se ne va
con tutto il furore dell'ultimo bacio
nell'ultimo giorno dell'ultimo amore;
e canterò finché tu piangerai,
e canterò finché tu perderai,
e canterò finché tu scoppierai
e me la ridarai indietro.
Ma non avrò più la forza
di portarla là fuori,
perché lei adesso è morta
e là fuori ci sono la luce e i colori:
dopo aver vinto il cielo
e battuto l'inferno,
basterà che mi volti
e la lascio nella notte,
la lascio all'inverno...
e mi volterò
le carezze di ieri
mi volterò
non saranno mai più quelle
mi volterò
e nel mondo, su, là fuori
mi volterò
s'intravedono le stelle
mi volterò perché l'ho visto il gelo
che le ha preso la vita,
e io, io adesso, nessun altro,
dico che è finita;
e ragazze sognanti m'aspettano
a danzarmi il cuore,
perché tutto quello che si piange
non é amore.
e mi volterò perché tu sfiorirai,
mi volterò perché tu sparirai,
mi volterò perché già non ci sei
e ti addormenterai per sempre.
Roberto Vecchioni
Io preferisco il dolore del presente, mi tiene sveglio e con gli occhi aperti, lui mi insegna tutto quello di cui ho bisogno per affrontare il mio domani.
Euridice
Morirò di paura
e venire là in fondo,
maledetto padrone
del tempo che fugge,
del buio e del freddo:
ma lei aveva vent'anni
e faceva l'amore,
e nei campi di maggio,
da quando è partita,
non cresce più un fiore ...
E canterò,
stasera canterò,
tutte le mie canzoni canterò,
con il cuore in gola canterò:
e canterò la storia delle sue mani
che erano passeri di mare,
e gli occhi come incanti d'onde
scivolanti ai bordi delle sere;
e canterò le madri che
accompagnano i figli
verso i loro sogni,
per non vederli più, la sera,
sulle vele nere dei ritorni;
e canterò finché avrò fiato,
finché avrò voce di dolcezza e rabbia
gli uomini, segni dimenticati,
gli uomini, lacrime nella pioggia,
aggrappati alla vita che se ne va
con tutto il furore dell'ultimo bacio
nell'ultimo giorno dell'ultimo amore;
e canterò finché tu piangerai,
e canterò finché tu perderai,
e canterò finché tu scoppierai
e me la ridarai indietro.
Ma non avrò più la forza
di portarla là fuori,
perché lei adesso è morta
e là fuori ci sono la luce e i colori:
dopo aver vinto il cielo
e battuto l'inferno,
basterà che mi volti
e la lascio nella notte,
la lascio all'inverno...
e mi volterò
le carezze di ieri
mi volterò
non saranno mai più quelle
mi volterò
e nel mondo, su, là fuori
mi volterò
s'intravedono le stelle
mi volterò perché l'ho visto il gelo
che le ha preso la vita,
e io, io adesso, nessun altro,
dico che è finita;
e ragazze sognanti m'aspettano
a danzarmi il cuore,
perché tutto quello che si piange
non é amore.
e mi volterò perché tu sfiorirai,
mi volterò perché tu sparirai,
mi volterò perché già non ci sei
e ti addormenterai per sempre.
Roberto Vecchioni
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mercoledì 31 agosto 2011
Quello Che Ho Amato Di Questa Estate
Sono tornato nel mio blog come un gatto che cerca ristoro nell'ombra dopo un lungo vagare.
Questa mia estate che volevo vivere con voglia diversa, non mi ha tradito, ma come un spirito superiore mi ha guidato in nuove scelte e consapevolezze.
Intrepido vivo nel mio presente affamato come un gatto, ancora una volta.
Alone
Fin dall'ore dell'infanzia non fui mai
Simile agli altri, mai vidi le cose
Come gli altri le vedevano, né seppi
La mia passione trarre da una comune fonte,
Dalla stessa sorgente non presi il mio dolore,
Sulle stesse tonalità non ho potuto
Risvegliare alla gioia il mio cuore,
E tutto quel che ho amato, da solo io l'ho amato,
Allora, nell'infanzia, agli albori .
D'un'esistenza in tempesta, dal fondo
D'ogni bene e d'ogni male fu attinto
Il mistero che ancora mi lega,
Dal torrente o dalla fontana,
Dal pendio rosso del monte,
Dal sole che mi girava e rigirava attorno
Nel suo autunno d'oro tinto,
Dal lampo del cielo
Che in volo mi passava e ripassava accanto,
Dal tuono e dalla tempesta,
E dalla nube che (azzurro
Era il resto del cielo) in demone
Si trasformò ai miei occhi.
Edgar Allan Poe
Un grazie a Marco De Mitri per lo spunto.
Questa mia estate che volevo vivere con voglia diversa, non mi ha tradito, ma come un spirito superiore mi ha guidato in nuove scelte e consapevolezze.
Intrepido vivo nel mio presente affamato come un gatto, ancora una volta.
Alone
Fin dall'ore dell'infanzia non fui mai
Simile agli altri, mai vidi le cose
Come gli altri le vedevano, né seppi
La mia passione trarre da una comune fonte,
Dalla stessa sorgente non presi il mio dolore,
Sulle stesse tonalità non ho potuto
Risvegliare alla gioia il mio cuore,
E tutto quel che ho amato, da solo io l'ho amato,
Allora, nell'infanzia, agli albori .
D'un'esistenza in tempesta, dal fondo
D'ogni bene e d'ogni male fu attinto
Il mistero che ancora mi lega,
Dal torrente o dalla fontana,
Dal pendio rosso del monte,
Dal sole che mi girava e rigirava attorno
Nel suo autunno d'oro tinto,
Dal lampo del cielo
Che in volo mi passava e ripassava accanto,
Dal tuono e dalla tempesta,
E dalla nube che (azzurro
Era il resto del cielo) in demone
Si trasformò ai miei occhi.
Edgar Allan Poe
Un grazie a Marco De Mitri per lo spunto.
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venerdì 8 luglio 2011
L'insostenibile Pesantezza Dell'essere
Anche per quest'estate questo blog chiude, nei giorni trascorsi ho avuto esperienze e conosciuto persone che mi hanno fatto pensare molto, ma che mi hanno intristito alquanto.
Questa estate la vivrò nella riflessione e nella speranza, si anche nella speranza, devo credere che qualcosa in questo meraviglioso triste paese un giorno possa cambiare.
A settembre sarò di nuovo qui, se vorrete ancora leggermi.
Cos'è La Speranza?
La speranza è ciò che ti fa
alzare dal letto la mattina
il giorno del ballo anche se
nessuno ti ha chiesto di andarci
La speranza spinge il bruco fuori dal
bozzolo e guida i salmoni controcorrente
Il tuo seno può essere piccolo
e i tuoi occhiali spessi,
ma la speranza non può essere
intrappolata in uno specchio
La speranza è l'orizzonte
verso cui siamo diretti,
lasciandoci alle spalle
nient'altro che la paura
Anche se non raggiungeremo mai la meta,
è la speranza che ci salverà
da ciò che siamo stati
Meg Griffin, dal cartone animato Family Guy
Questa estate la vivrò nella riflessione e nella speranza, si anche nella speranza, devo credere che qualcosa in questo meraviglioso triste paese un giorno possa cambiare.
A settembre sarò di nuovo qui, se vorrete ancora leggermi.
Cos'è La Speranza?
La speranza è ciò che ti fa
alzare dal letto la mattina
il giorno del ballo anche se
nessuno ti ha chiesto di andarci
La speranza spinge il bruco fuori dal
bozzolo e guida i salmoni controcorrente
Il tuo seno può essere piccolo
e i tuoi occhiali spessi,
ma la speranza non può essere
intrappolata in uno specchio
La speranza è l'orizzonte
verso cui siamo diretti,
lasciandoci alle spalle
nient'altro che la paura
Anche se non raggiungeremo mai la meta,
è la speranza che ci salverà
da ciò che siamo stati
Meg Griffin, dal cartone animato Family Guy
lunedì 27 giugno 2011
Come Tutti Non Mi E' Dato Fermarmi
Il cuore batte e le scarpe son fatte per essere indossate, la strada è li, e mi aspetta.
On The Road Again
Ebbene, sono così stanco di piangere
Ma sono di nuovo fuori in strada.
Sono di nuovo in strada.
Ebbene, sono così stanco di piangere
Ma sono di nuovo fuori in strada.
Sono di nuovo in strada.
Non ho una donna
Solo per chiamarla la mia amica speciale
Sai la prima volta che ho viaggiato duramente
Fuori sotto la pioggia e la neve
Sotto la pioggia e la neve
Sai la prima volta che ho viaggiato duramente
Fuori sottio la pioggia e la neve
Sotto la pioggia e la neve
non avevo una un salario
Nemmeno un posto dove andare
E la mia cara madre mi lasciò
Quando ero abbastanza giovane
Quando ero abbastanza giovane
E la mia cara madre mi lasciò
Quando ero abbastanza giovane
Quando ero ababstanza guiovane
Ha detto “Signore, abbi misericordia
Del mio cattivo figlio.”
Prendi un consiglio da me, mamma,
Ti prego non piangere più
Non piangere più.
Perchè è presto un giorno
Giù per la strada andrò
Ma non andrò giù
Questa lunga strada solitaria
Tutto da me stesso.
Ma non andrò giù
Questa lunga strada solitaria
Tutto da me stesso.
Non posso portarti, Baby,
Porterò qualcun altro.
Canned Heat
On The Road Again
Ebbene, sono così stanco di piangere
Ma sono di nuovo fuori in strada.
Sono di nuovo in strada.
Ebbene, sono così stanco di piangere
Ma sono di nuovo fuori in strada.
Sono di nuovo in strada.
Non ho una donna
Solo per chiamarla la mia amica speciale
Sai la prima volta che ho viaggiato duramente
Fuori sotto la pioggia e la neve
Sotto la pioggia e la neve
Sai la prima volta che ho viaggiato duramente
Fuori sottio la pioggia e la neve
Sotto la pioggia e la neve
non avevo una un salario
Nemmeno un posto dove andare
E la mia cara madre mi lasciò
Quando ero abbastanza giovane
Quando ero abbastanza giovane
E la mia cara madre mi lasciò
Quando ero abbastanza giovane
Quando ero ababstanza guiovane
Ha detto “Signore, abbi misericordia
Del mio cattivo figlio.”
Prendi un consiglio da me, mamma,
Ti prego non piangere più
Non piangere più.
Perchè è presto un giorno
Giù per la strada andrò
Ma non andrò giù
Questa lunga strada solitaria
Tutto da me stesso.
Ma non andrò giù
Questa lunga strada solitaria
Tutto da me stesso.
Non posso portarti, Baby,
Porterò qualcun altro.
Canned Heat
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