Ieri sono andato a passeggiare in una delle innumerevoli spiagge della mia città. Il silenzio era li a farmi compagnia, ogni tanto si allontanava per giocare con le onde, poi dolcemente ritornava al mio fianco. Il silenzio, diafana creatura amata dal mio cuore.
Ho conosciuto il silenzio delle stelle e del mare, il silenzio dei boschi prima che sorga il vento di primavera. Il silenzio di un grande amore, il silenzio di una profonda pace dell'anima Il silenzio tra padre e figlio e il silenzio dei vecchi carichi di saggezza.
Domenica mi sono recato a San Pietro Vernotico bellissima cittadina del brindisino, ho assistito sotto un sole giaguaro ad uno spettacolo avvincente: Le frecce tricolori, per qualche ora ho dimenticato l'afa e sono tornato bambino.
Cos'è che rende così speciale il sentimento chiamato amore? Forse la dolcezza che ci pervade quando amiamo o le difficoltà che incontriamo per far accorgere la persona amata che noi esistiamo. Amore: dolce fiore dalle accuminate spine.
The Rose
Alcuni dicono che l’amore è un fiume in cui i fuscelli troppo teneri affogano. Alcuni dicono che l’amore è un rasoio che lascia la tua anima lì a sanguinare. Alcuni dicono che l’amore è bramosia, un infinito doloroso bisogno. Io dico che l’amore è un fiore di cui tu sei solo il seme E’ il cuore che teme di spezzarsi quello che non imparerà mai a danzare E’ il sogno che teme il risveglio quello che non avrà mai l’occasione di realizzarsi. E’ colui che non vorrà essere coinvolto che non avrà nulla da dare E l’anima che ha paura di morire E’ quella che non imparerà mai a vivere. Quando la notte è stata troppo solitaria e la strada è stata troppo lunga e credi che l’amore sia fatto solo per le persone fortunate o per le persone forti, ricordati che in inverno, molto al di sotto della neve crudele, risiede il seme, che col sole dell’amore, in primavera diventerà una rosa.
Tutti abbiamo il nostro lato oscuro, qualcosa di inconfessato, che si cela dietro la nostra pubblica patina di "normalità". Questo video ne è un lampante esempio.
"Israele ha fatto bene a sparare". E' il titolo a nove colonne con cui apre oggi 'Il Giornale', in controtendenza rispetto all'impostazione degli altri quotidiani in riferimento all'intervento dei commandos israeliani contro la flottiglia pro Palestina. "Dieci morti tra gli amici dei terroristi - scrive nell'occhiello il quotidiano di via Negri - Con la scusa del pacifismo - prosegue nel sommario - una flotta di navi voleva violare la sovranita' dello Stato ebraico e portare aiuti ad Hamas. I soldati di Gerusalemme l'hanno fermata per controlli e sono stati aggrediti: reazione inevitabile". "Israele - scrive nell'editoriale il direttore Vittorio Feltri - è circondato da Paesi piu' o meno islamici che non gli riconoscono il diritto di esistere e meditano (vedi l'Iran) di trasformarlo in un cumulo di detriti mediante bomba atomica. Non e' un sogno: e' un piano. Ebbene, se la situazione e' questa, e' da irresponsabili recarsi in determinate zone facendo il tifo per chi tenta di cancellare la patria degli ebrei. I quali si difendono con i denti". "Per concludere il discorso con una semplificazione polemica, desideriamo ricordare ai signori pacifisti che, se agiscono da supporto ai terroristi, tanto pacifisti non sono, semmai complici dei seminatori di morte. E che la regola madre e' quella di occuparsi dei casi propri; cosi' non ci sarebbero piu' le guerre e nemmeno i pacifisti".